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Luca BarbiPubblicato: Facebook Ads

Facebook ADS: 5 consigli per migliorare le performance

Fai pubblicità su Facebook? Metti in pratica questi cinque consigli e goditi il miglioramento delle performance dei tuoi annunci!

A livello meramente pratico, creare una campagna pubblicitaria utilizzando la piattaforma advertising di Facebook è tutto sommato semplice. Con gli anni l’ambiente di lavoro è migliorato tantissimo e ormai è davvero chiaro cosa bisogna fare per iniziare a pubblicare annunci per la propria attività. Il discorso cambia nel caso in cui si inserisca la qualità all’interno dell’equazione: se parliamo di campagne ad alte performance, ovvero in grado di abbattere drasticamente i costi di conversione e, dunque, aumentare il guadagno del cliente, tutto si fa più complicato. Sicuramente lo studio e l’affiancamento di un insegnante sono il primo, fondamentale, step da cui partire; ma come spesso accade è solo cimentandosi con la pratica che si scoprono tutti quei piccoli accorgimenti che, insieme, sono in grado di fare la differenza. I cinque consigli che seguono sono esattamente questo: regali dell’esperienza, accorgimenti che rispetto sempre, per ogni singola nuova campagna che avvio. Iniziamo.

Targeting. Non troppo e non troppo poco

Individuare il pubblico target ideale per un’inserzione Facebook è il primo concetto che devi imparare a mettere in pratica per riuscire a ottenere risultati di rilievo grazie al Facebook Advertising. Più il pubblico che selezionerai sarà affine ai contenuti che gli proponi, più interagirà collaborando ad abbassare i costi di conversione. Ricordo che durante una delle mie prime prove volevo veicolare traffico sulle pagine di un sito di tecnologia che allora gestivo. Creai la campagna e per selezionare il target indicai “Tecnologia” nel campo interessi. Boom. Troppo generico, perché i criteri di targeting isolavano un pubblico di svariati milioni di persone. Un gruppo estremamente eterogeneo — possono dirsi appassionati di tecnologia sia un patito dei televisori sia un programmatore di microprocessori industriali — che, anche nel caso fosse stato tutto quanto interessato dagli argomenti trattati sul mio sito web, non avrei mai potuto raggiungere contando sul mio budget.

D’altro canto, mi è capitato di vedere campagne realizzate utilizzando (più di) un pubblico target estremamente segmentato, composto da poche migliaia di persone. Anche quest’altro estremo rappresenta una cattiva abitudine, perché gli algoritmi di Facebook faranno parecchia fatica a recapitare le inserzioni e, per diretta conseguenza, i costi di conversione aumenteranno nonostante l’affinità sia molto buona. Questo tipo di situazione si presenta molto spesso quando si creano campagne pubblicitarie dedicata a local business scarsamente differenziati sul territorio, per i quali difficilmente i clienti sono disposti a spostarsi. Anche in presenza di queste caratteristiche vale la pena tentare; si possono comunque raggiungere buoni risultati sacrificando l’affinità — e dunque la precisione del targeting — cercando di ottenere un pubblico composto da almeno trentamila persone.

Sfrutta il 20% di testo sul visual

È più importante il visual o il copy di un’inserzione Facebook? È una domanda che, almeno per me, ha le stesse possibilità di risposta di È nato prima l’uovo o la gallina? Chiaramente ognuna delle due componenti collabora a creare un annuncio di successo; con certezza posso dire solamente che esistono nicchie di mercato per le quali il visual ha un impatto più evidente e altre per le quali la situazione è esattamente speculare. Un altro punto fermo è il 20% di testo.

Chiunque abbia avuto a che fare con il Facebook Advertising avrà sentito parlare della famigerata regola del venti. Le immagini utilizzate per gli annunci Facebook possono contenere una porzione di testo, ma questo non può ricoprire una superficie superiore al 20% dell’immagine stessa. È una regola che, nella sua semplicità, garantisce che l’immagine sia effettivamente una componente visiva e non un ulteriore muro di testo. Ma seppur limitatamente a quel 20%, sfrutta sempre l’opportunità: funziona alla grande! Puoi utilizzare questa porzione di testo aggiuntiva per creare una call to action oppure per mettere ulteriormente in evidenza il benefit principale che stai offrendo ai tuoi clienti. Puoi inserire un motto che ti rende riconoscibile o qualsiasi cosa pensi possa aumentare le performance del tuo annuncio. Nei miei test raramente un visual arricchito dal testo ha performato peggio dello stesso visual senza l’aggiunta testuale. Per cui ti consiglio di non trascurare mai questo dettaglio: potrebbe fare la differenza tra una buona e un’ottima campagna.

Test come se non ci fosse un domani

Nel Facebook Advertising e, più in generale, nel marketing online è facile lasciarsi tentare dalle esperienze già vissute e maturare convinzioni. «L’anno scorso ho fatto una campagna e ho notato che gli annunci fatti in questo modo convertivano molto meglio di quelli fatti in quest’altro. Quest’anno non faccio test e risparmio tempo!». Il problema con ragionamenti di questo tipo è che oggi non è l’anno passato. Ci sono così tante variabili che intervengono nel determinare il successo o l’insuccesso di una campagna che sarebbe presuntuoso pensare di poter cogliere tale complessità. È esattamente questo il motivo per cui è sempre meglio avere dubbi che certezze.

I test servono esattamente a questo: mettere fine ai dubbi maturando delle certezze empiriche che resteranno valide per un periodo limitato di tempo. Il metodo più utilizzato per raggiungere questo tipo di consapevolezza consiste nel’utilizzare gli split test. Per la spiegazione dettagliata di questa tecnica ti rimando a un’approfondimento che ho scritto qualche settimana fa. Non trascurare questo punto, è la chiave per avere ottimi risultati!

Ruba… il pubblico!

Sempre a proposito di pubblico target: un’ottima abitudine che dovresti fare tua è quella di cercare di colpire con i tuoi annunci i fan dei tuoi competitor. Di fatto, anche se non ti hanno scelto in precedenza, potrebbero comunque essere interessati ai tuoi prodotti. Potrebbero non essere al corrente delle ultime novità relative alla tua produzione ed essere clienti della concorrenza più per abitudine che per scelta. In ogni caso, quei clienti sono assolutamente affini con il target che vuoi raggiungere e fare un tentativo, magari con una campagna pubblicitaria studiata ad hoc, potrebbe produrre risultati di rilievo.

Tecnicamente realizzare una campagna di questo tipo è semplicissimo, poiché ti basterà specificare il nome della fanpage del tuo (o dei tuoi) competitor nella lista degli interessi in fase di selezione del pubblico. Conditio sine qua non di tutto il discorso è che la fanpage che vuoi targetizzare abbia abbastanza fan da essere stata trasformata in interesse. Quando avviene questa trasformazione? Più o meno attorno ai 50 mila fan, ma non è una soglia automatica. Quindi, semplicemente, fai un tentativo!

Non essere ossessivo

Se hai creato la campagna secondo gli insegnamenti che ormai da tempo sto divulgando gratuitamente su questo blog, ti ritroverai con almeno due diversi pubblici target e una ventina di inserzioni diverse da monitorare. Ora è il momento di pazientare. In primo luogo nessuna campagna sarà performante già nelle prime ore e, anche se lo fosse, non potrai giudicarla finché non avrà raggiunto un campione statisticamente rilevante di persone. Dunque non controllare le conversioni ogni cinque minuti! Una volta al giorno è più che sufficiente e ti risparmierà inutili sbalzi d’umore. Ogni 24 ore prenderai visione dei dati della campagna e metterai in pausa le inserzioni meno performanti. Durante i primi giorni della campagna — e se non hai un budget eccessivamente risicato — dovresti cercare di mettere in pausa anche le inserzioni che hanno raggiunto più persone cercando di far raggiungere a tutte una portata simile. Facebook infatti tende a privilegiare alcuni annunci rispetto ad altri in base ai suoi algoritmi predittivi, ma non sempre le previsioni risultano corrette: meglio un test, come al solito.

Ottimo! Ora non ti resta che provare a mettere in pratica questi consigli! E se ti va, ringraziami condividendo l’articolo e aiutando anche altre persone a migliorare nel Facebook Advertising!

Facebook ADS: 5 consigli per migliorare le performance ultima modifica: 2015-10-28T08:46:39+00:00 da Luca Barbi
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Consulente in ambito digital marketing, lavora sul web da oltre dieci anni. Specializzato in Facebook ADS, ama lavorare alla creazione di strategie advertising sostenibili e profittevoli per e-commerce.

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