L’algoritmo di Google si aggiorna con Phantom II: qualità prima di tutto

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L’algoritmo di Google si aggiorna con Phantom II: qualità prima di tutto ultima modifica: 2015-06-29T08:22:44+00:00 da Steve

Google già da tempo si sta dedicando con particolare attenzione alla qualità dei contenuti, per fornire agli utenti la migliore informazione possibile. Uno degli ultimi aggiornamenti di Google in questo senso è avvenuto tra il 26 aprile e il 3 maggio e, già a partire dal 5 maggio, molti webmaster hanno notato drastici cali di ranking in parecchi dei loro siti. In altre parole, questo aggiornamento premia i siti che si sono sempre concentrati sulla user experience e sulla creazione di contenuti di qualità.

L’aggiornamento, chiamato inizialmente Phantom II, poi “Update Qualità” e, più recentemente, “Reverse Panda”, è stato studiato da SearchMetrics (Phantom II, l’algoritmo che punta alla qualità), partendo dai siti che hanno subito, a patire dal 5 maggio, le maggiori fluttuazioni sulla SERP, sia positivamente, sia negativamente.

Caratteristiche

Phantom II si sta rivelando una vera e propria rivoluzione. Alcune delle caratteristiche fondamentali di questo aggiornamento sono: Phantom II lavora a livello di pagina e non a livello di dominio; altra importante caratteristica, che ha fatto credere a qualcuno che Phantom II non fosse altro che un aggiornamento di Panda, è che molti dei siti che sono stati penalizzati da Panda, sono stati colpiti anche da Phantom II; in ultimo, i ragazzi di SearchMetrics si sono resi conto che i siti dei grandi marchi sono stati puniti allo stesso modo di siti meno importanti, come a dire che l’autorità di un marchio non è più sufficiente per avere un ranking alto. Servono contenuti di qualità.

Chi punisce Phantom II?

  1. Annunci above the fold e popup

    Troppi annunci above the fold (quindi i banner visibili senza scrollare la pagina) e popup sono sicuramente una delle pratiche di cui non si dovrebbe abusare. Google presumibilmente misura quanto questi annunci “infastidiscano” gli utenti, utilizzando segnali come ad esempio la frequenza di rimbalzo, tempo sul sito, e le pagine visitate. Se tutto ciò che la gente vede nella pagina sono solo annunci, Google potrebbe operare delle penalizzazioni. Questo fattore, già presente in precedenza, pare abbia un peso ben maggiore. Gli annunci sottoforma di popup sembrano essere quelli più puniti da Google.

  2. Video con autoplay

    Quello dei video con autoplay (che si avviano al caricamento della pagina) hanno un impatto simile ai popup: disturbano l’utente, riducendo di molto la qualità della user experience. Questi video appartengono sicuramente alla categoria “annunci”, ma la loro importanza è talmente alta che vale la pena lasciare questo tipo di video in una categoria a parte.

    La user experience diminuisce quando un utente è costretto a cercare la tab dalla quale proviene la musica e quando si sta tentando di leggere un documento disturbati dalla musica di sottofondo: Google ne potrebbe prendere atto e punire le pagine che hanno al loro interno i video con autoplay.

  3. Contenuti duplicati

    La duplicazione dei contenuti è una piaga che affligge tutti i SEO e tutti i copywriter di questo mondo; con questo nuovo aggiornamento Google ha deciso di dare un ulteriore giro di vite a questo problema, soprattutto quando di parla di U.G.C. (User Generated Content), che si trovano spesso su piattaforme “how to”. Su HubPages, per esempio, gli utenti possono creare il proprio “hub” su un sotto dominio e scrivere qualsiasi tipo di contenuti (per lo più tutorial e spiegazioni). Ma è difficile, se non impossibile, per HubPages filtrare i contenuti copiati. Quello che ancora non è chiaro è come Google sia riuscito (ammesso che ci sia riuscito) a discriminare chi ha copiato da chi invece ha prodotto un contenuto originale.

  4. Contenuti brevi e inutili

    Oltre ai contenuti duplicati, quello dei contenuti scadenti e poveri di informazioni utili è uno dei problemi che l’algoritmo Phantom II dovrebbe arginare. Immaginate di scrivere di “gomme” e non menzionare la parola “auto” nemmeno una volta, che informazioni possono effettivamente arrivare da un articolo del genere?

  5. Design e progettazione

    Il design ha una grande influenza sulla user experience. Il contenuto non è tutto, anche una corretta progettazione delle pagine sembra svolgere un ruolo importante. Nella ricerca svolta dai ragazzi di SearchMetrics, si è evinto che alcuni siti con contenuti ben scritti e utili, ma con un design e una progettazione delle pagine trascurate, hanno perso più del 30% in classifica.

  6. Errori 404

    Anche se non proprio una novità, quella degli errori 404 rimangono un grosso problema. Una quantità eccessiva di errori 404 potrebbe significare che il sito web in questione non correttamente gestito

  7. Problemi con i commenti

    Ospitare troppi commenti all’interno di una singola pagina potrebbe portare a una penalizzazione da parte di Phantom II. Un diluvio di commenti può sporcare il contenuto principale, dato che non c’è ancora sicurezza che Google sia in grado di distinguere i commenti dal contenuto principale. È difficile fornire una soglia chiara, ma SeoMetrics ha notato una perdita di risultati della SERP se il 60% del contenuto è costituito da commenti (anche se il contenuto principale consisteva di più di 1.000 parole). Sembra che a Google non importi quanto sia lungo e quanto sia scritto bene il contenuto principale, in ogni caso si potrebbe essere presi di mira da Phantom II.

Andamento Hubpage

Andamento Hubpage

Il tuo sito è stato penalizzato da Phantom II? Eccoti qualche consiglio!

  1. Indicizzazione

    Se il tuo sito ha contenuti troppo brevi, prova a creare contenuti più lunghi e unici. In caso contrario, evita che Google indicizzi le pagine utilizzando il tag noindex.

  2. Commenti

    Limita commenti sulle pagine interessate negativamente e utilizza un’impaginazione o una soluzione drop-out per il resto della pagina.

  3. Annunci

    Riduci la quantità di banner, popup e video con autoplay nell’above the fold. So che le aziende devono fare soldi, ma se nessuno visita, tutti i contenuti creati e il denaro degli sponsor andranno persi. È importante trovare un punto di equilibrio.

  4. 404

    Controlla con Google Search Console gli errori 404 e fai in modo di sbarazzarti di loro. Il problema è in gran parte con i collegamenti interni alle pagine che non sono più disponibili o per le pagine senza risultati.

  5. Segnali utenti

    Analizza i segnali degli utenti a livello di pagina. È necessario capire quali sono le pagine che interessano di più gli utenti e quali meno. Questo ti darà delle informazioni importanti sulla qualità dei contenuti e la loro pertinenza, informazioni che potrai poi utilizzare per sistemare le pagine esistenti o crearne di nuove.

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