Anastasis - Società cooperativa

Lanciare un prodotto partendo dai fondamentali

Entrare in contatto con una nuova azienda significa anche comprenderne l’anima. È un punto sempre importante, perché ci permette di capire la voce del brand, di calibrare la strategia su un’identità reale e non su un modello da manuale. Questo passaggio è stato ancora più importante con Anastasis, un’azienda che opera in un settore — quello dello sviluppo di software compensativi dedicati ai ragazzi con difficoltà di apprendimento — molto delicato e attorno al quale si è sviluppata una nicchia di mercato popolata da attori non sempre limpidi e altrettanto corretti.

Anastasis è una cooperativa, attiva dal 1989 e abitata da un team di persone incredibilmente appassionate e rispettose nei confronti dei loro clienti. È anche un’azienda molto prolifica, che affianca all’attività principale di sviluppo software diverse iniziative volte alla formazione e all’innalzamento del livello di consapevolezza verso le difficoltà cognitive. Attività spesso gratuite e rivolte a genitori, insegnanti e figure cliniche.

Situazione iniziale

Quando siamo stati coinvolti, Anastasis stava per lanciare un nuovo software e per la prima volta nella sua storia, voleva organizzare un lancio che traesse un vero beneficio dalle attività di web marketing. L’esigenza si era fatta sempre più urgente, anche considerando che durante gli ultimi anni di lavoro il fatturato si era fatto sempre più dipendente dall’e-commerce a discapito dei metodi di distribuzione tradizionali.

L’analisi iniziale ci parlava di un brand molto attendo alle implicazioni etiche della propria attività, un dettaglio molto importante per guidarci nella creazione delle strategie e nell’ideazione della comunicazione a supporto dell’attività di advertising. Al contempo, avevamo davanti agli occhi una struttura molto complessa, composta da un sito principale — anastasis.it — affiancato da molti domini dedicati ai singoli prodotti che cannibalizzavano il traffico verso il dominio principale e confondevano l’utente durante la ricerca del giusto prodotto per le sue esigenze. Era inoltre evidente la totale assenza di tracking per quanto riguarda le azioni d’acquisto effettuate sull’e-commerce e naturalmente non era possibile generare le campagne di remarketing.

Cosa abbiamo fatto

In questo caso la prima esigenza era quella di far comprendere al cliente che il loro obiettivo principale — ovvero il lancio di Geco — era subordinato a un’organizzazione più razionale e funzionale degli asset coinvolti. Come dico sempre, le attività di marketing online ci permettono di guadagnare su due fronti: fatturato e raccolta di dati. È evidente che senza campagne di remarketing Anastasis stava perdendo valore, così com’è altrettanto chiaro che senza una corretta configurazione dei tracciamenti i dati non venivano raccolti o comunque venivano raccolti in modo incompleto.

Abbiamo dunque chiesto al cliente di rimandare il lancio del prodotto o, nel caso in cui non fosse stato possibile, di rimandare l’attuazione di una strategia di marketing in modo da non sprecare budget. Abbiamo quindi riconvertito la nostra attività in un incarico di natura più consulenziale che ci ha consentito di affiancare il team interno di sviluppatori al fine di implementare tutti i tracciamenti necessari e strutturare un feed XML dei prodotti presenti sull’e-commerce per consentirci la creazione dei cataloghi adatti alle campagne di remarketing.

Soltanto una volta completate queste attività iniziali abbiamo dato il via al lancio per cui eravamo stati inizialmente contattati, strutturando un funnel di vendita che partendo dal racconto di Geco (dalle funzionalità al processo creativo che ha guidato il team di sviluppo durante la fase di realizzazione) attraverso articoli, video e webinar gratuiti, accompagnava l’utente verso la conversione utilizzando una versione dimostrativa di 30 giorni come secondo veicolo d’ingaggio — il primo erano appunto i contenuti.

Il brief congiunto con il team di Anastasis ci parlava di buyer persona parecchio fidelizzate contrapposte ad altre, la maggioranza, con scarsa sensibilità e consapevolezza circa le potenzialità dei software compensativi nell’aiutare i ragazzi con difficoltà d’apprendimento.

Abbiamo dunque utilizzato Facebook Ads per stimolare la domanda latente, cercando di fare emergere sin da subito e chiaramente la value proposition prestando tuttavia molta attenzione a non valicare — con copy e creatività — i confini etici che da sempre hanno caratterizzato l’azienda. D’altro canto, abbiamo predisposto campagne AdWords articolate sia su rete display con finalità di remarketing, sia su rete di ricerca per stimolare la domanda consapevole.

I risultati ottenuti hanno aiutato a cementare un rapporto umano e professionale che prosegue ancora oggi, dopo anni.

 

Lanciare un prodotto partendo dai fondamentali ultima modifica: 2018-06-08T11:51:56+00:00 da Luca Barbi

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